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	<title>CHL BLOG</title>
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	<description>Blog Tecnologie</description>
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		<title>Il &#8220;nuovo&#8221; Facebook arriva anche in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook cambia volto e debutta anche in Italia la nuova timeline del social network più famoso del mondo. Non si tratta solo di un ritocco grafico, ma di un nuovo modo di rappresentare le storie personali degli utenti, avvicinandosi allo stile “album dei ricordi” da sfogliare. Sarà più semplice per i visitatori sfogliare le autobiografie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Facebook cambia volto</strong> e debutta anche in Italia la<em> <strong>nuova timeline</strong></em> del social network più famoso del mondo. Non si tratta solo di un ritocco grafico, ma di un nuovo modo di rappresentare le <strong>storie personali</strong> degli utenti, avvicinandosi allo stile “album dei ricordi” da sfogliare. Sarà più semplice per i visitatori sfogliare le autobiografie dei propri contatti.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="490" height="279" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7GCCxXO9HpA?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="490" height="279" src="http://www.youtube.com/v/7GCCxXO9HpA?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>La struttura</strong> della nuova bacheca ricorda quella di un <strong>blog</strong>. Lo stile “diario” permette di organizzare e raccontare in modo lineare e meno frammentario rispetto alla timeline attuale la vita personale, intrecciando <strong>video, foto e aggiornamenti di stato</strong>. L&#8217;aggiornamento del social network blu  renderà più semplice, ad esempio, farci un&#8217;idea di ciò che è accaduto nella vita di un amico che non vedevamo da anni, senza essere costretti a scorrere a ritroso centinaia di pagine di aggiornamenti di status: tutto è più semplice e organico.</p>
<p>Questa possibilità ha sollevato anche diverse critiche poiché metterebbe in pericolo la <strong>privacy</strong>, in quanto rende disponibile l&#8217;accesso ad aggiornamenti di stato scritti anche molto tempo fa. Il consiglio, come suggerisce il buon senso, è quello di dare una “pulitina” alla nostra timeline, eliminando gli stutus, foto e video che potrebbero <strong>creare qualche imbarazzo</strong> a livello personale, relazionale o lavorativo, vista la semplicità di accesso a materiale postato anche molto tempo addietro.</p>
<p>Dal momento dell&#8217;attivazione del nuovo profilo, Facebook dà<strong> una settimana di tempo</strong> agli utenti per <strong>riorganizzare</strong> il materiale condiviso, e – eventualmente – rimuovere quello che non si desidera fare apparire nell&#8217;archivio della nuova timeline. Dopo sette giorni, il profilo passerà automaticamente al nuovo look.</p>
<p>Oltre a ordinare il materiale postato, il nuovo Facebook <strong>ricostruisce </strong>- grazie anche alle varie applicazioni utilizzate &#8211; i<strong> luoghi visitati</strong> (attraverso la geolocalizzazione e i “checkin” effettuati), la <strong>carriera di studi e lavorativa</strong>, la <strong>musica </strong>che ascoltiamo, i <strong>libri </strong>letti, l&#8217;<strong>attività sportiva</strong>, e quant&#8217;altro si ha voglia di condividere.</p>
<p>Si tratta di uno <strong>strumento potente</strong>, che da un lato aiuta a condividere più a fondo le nostre esperienze con gli amici, ma che dall&#8217;altro occorre sapere utilizzare con <strong>consapevolezza</strong>. Una caratteristica molto utile è quella di potere scegliere con con chi condividere i vari elementi che postiamo sulla piattaforma sociale.</p>
<p>Vedremo quali saranno le reazioni degli utenti al nuovo look del social network più usato del pianeta.</p>
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		<title>Google Currents, l&#8217;app per &#8220;sfogliare&#8221; le notizie</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 16:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google lancia Currents, una piattaforma per la fruizione di contenuti editoriali attraverso un&#8217;applicazione gratuita disponibile su Android, iPhone e iPad. Gli utenti potranno costruirsi una sorta di rivista digitale personalizzata: oltre ai contenuti degli editori partner di Google, sarà possibile aggiungere i propri feed preferiti.

Currents permette di leggere i propri contenuti navigando tra le notizie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google lancia <strong>Currents</strong>, una piattaforma per la fruizione di contenuti editoriali attraverso un&#8217;applicazione gratuita disponibile su <strong>Android, iPhone </strong>e<strong> iPad</strong>. Gli utenti potranno costruirsi una sorta di rivista digitale personalizzata: oltre ai contenuti degli editori <em>partner</em> di Google, sarà possibile aggiungere i propri feed preferiti.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="259" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5LOcUkm8m9w?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="259" src="http://www.youtube.com/v/5LOcUkm8m9w?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Currents permette di leggere i propri contenuti navigando tra le notizie come se si stesse sfogliando una rivista. I vari articoli vengono infatti <strong>organizzati</strong>, <strong>impaginati </strong>e <strong>adattati allo schermo</strong> dei diversi dispositivi mobili in modo da uniformare la visualizzazione e rendere pratica la consultazione.</p>
<p>Attualmente sono circa<strong> 150</strong> gli <strong>editori </strong>che hanno stretto una <em>partnership </em>con Google per rendere disponibili i propri contenuti su Currents. Tra questi The Huffigton Post, AllThingsD, Forbes, Fast Company. Google ha messo a disposizione degli editori una serie di<strong> strumenti per pubblicare e distribuire gli articoli </strong><strong>sulla piattaforma</strong>, ai quali è possibile corredare <strong>materiale multimediale.</strong></p>
<p>Una delle caratteristiche interessanti è quella di potere<strong> sfogliare i contenuti anche in modalità <em>off-line</em></strong>. Questa funzione risulta particolarmente utile quando ci si trova in contesti nei quali non si ha a disposizione una connessione internet, oppure è vietato utilizzarla, come nel caso dei viaggi in aereo.</p>
<p><strong>L&#8217;utilizzo di Currents è molto intuitivo:</strong> nella pagina principale sono presenti le icone dei giornali della nostra “libreria”, mentre nella parte superiore dello schermo scorrono le immagini degli articoli del giorno. É possibile aggiungere facilmente una “fonte”, scegliendo attraverso le categorie preimpostate, tra i nostri feed, o cercando un&#8217;altra fonte attraverso il motore di ricerca. Tutti i contenuti possono essere<strong> condivisi sui social network</strong>, in particolare su Google Plus.</p>
<p>Oltre a quelli selezionati dall&#8217;utente, Currents offre anche una serie di <strong>contenuti “trending”</strong>, scelti tra quelli più letti nei diversi ambiti, tra cui sport, business, salute, tecnologia, scienza, intrattenimento e notizie dal mondo.</p>
<p>Al momento la piattaforma è disponibile soltanto negli<strong> Stati Uniti</strong>, quindi non è ancora presente negli app store italiani. <strong>Per chi volesse comunque provare la versione USA</strong>, può scaricare l&#8217;applicazione direttamente dalla pagina ufficiale <a href="http://www.google.com/producer/currents">google.com/producer/currents</a></p>
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		<title>L&#8217;Europa vieta i filtri sui contenuti internet</title>
		<link>http://blog.chl.it/tendenze/leuropa-vieta-i-filtri-sui-contenuti-internet/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 17:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[corte di giustizia europea]]></category>
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		<description><![CDATA[La Corte di giustizia europea vieta agli stati membri di fare applicare ingiunzioni per filtrare il traffico internet al fine di prevenire il download di materiale coperto da copyright. I giudici dell&#8217;UE hanno stabilito che la limitazione dell&#8217;accesso e il monitoraggio dei contenuti sono incompatibili con il diritto comunitario.

La sentenza è nata dalla vicenda che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Corte di giustizia europea </strong><strong><strong>vieta</strong> </strong>agli stati membri di fare applicare ingiunzioni per <strong>filtrare il traffico internet</strong> al fine di prevenire il download di materiale coperto da copyright. I giudici dell&#8217;UE hanno stabilito che la limitazione dell&#8217;accesso e il monitoraggio dei contenuti sono incompatibili con il diritto comunitario.</p>
<p><a href="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/11/Europe.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-641" title="Europe" src="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/11/Europe.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La sentenza è nata dalla vicenda che ha visto contrapposti la <strong>Sabam </strong>(il corrispettivo belga della SIAE) e l&#8217;internet provider <strong>Scarlet</strong>. La società che fornisce accesso alla rete è stata citata in giudizio dalla Sabam poiché gli utenti connessi attraverso i propri server scaricavano illegalmente opere presenti nel catalogo della Sabam. Quest&#8217;ultima aveva chiesto e ottenuto dal tribunale che il provider adottasse un<strong> sistema di filtraggio </strong>per impedire ai propri utenti di scaricare materiale coperto da copyright.</p>
<p>In seguito al <strong>ricorso della Sabam</strong>, la vicenda è poi finita alla <strong>Corte di giustizia europea</strong>,  la cui sentenza – favorevole al provider – ha assunto valore per tutti gli stati membri. Il principio sancito è chiaro: <strong>non spetta ai provider il controllo delle eventuali azioni illegali compiute in rete dagli utenti.</strong></p>
<p>La sentenza pone inoltre un altro punto fermo: <strong>in nome della lotta al copyright non può essere limitata la privacy dei cittadini</strong>. I filtri, infatti, per individuare eventuale materiale illegale, analizzano il traffico degli utenti in maniera indiscriminata, memorizzando dati quali gli indirizzi IP dei navigatori e la tipologia di dati scambiati.</p>
<p>Inoltre è stato stabilito che non possono essere limitati i servizi di<strong> filesharing peer to peer</strong>, in quanto si impedirebbe anche lo scambio di files e informazioni del tutto legali.</p>
<p><strong>La sentenza non è però un via libera per i “pirati”:</strong> fermo restando il divieto di filtri e censure preventive, le autorità giudiziarie potranno comunque provvedere all&#8217;oscuramento o alla chiusura di servizi internet, ma solamente dopo l&#8217;accertamento dell&#8217;illecito.</p>
<p>Un respiro di sollievo per gli utenti della rete, soddisfatte le associazioni dei consumatori, qualche preoccupazione in più per le case discografiche e cinematografiche.</p>
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		<title>Il web compie 20 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 13:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuta a Roma al Tempio di Adriano la manifestazione Happy Birthday Web, per celebrare i venti anni dalla messa online della prima pagina internet. Ha partecipato anche il “padre” del web Tim Berners Lee, l&#8217;inventore del World Wide Web: fu lui nel 1991 a pubblicare il primo sito internet.

Berners Lee è intervenuto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta a Roma al Tempio di Adriano la manifestazione <strong>Happy Birthday Web</strong>, per celebrare i venti anni dalla messa <em>online </em>della prima pagina internet. Ha partecipato anche il “padre” del web <strong>Tim Berners Lee</strong>, l&#8217;inventore del<em> World Wide Web</em>: fu lui nel 1991 a pubblicare il primo sito internet.</p>
<p><a href="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/11/hbw.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-629" title="hbw" src="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/11/hbw.jpg" alt="" width="168" height="168" /></a></p>
<p>Berners Lee è intervenuto alla manifestazione parlando della sua visione sul futuro del web. Secondo lo scienziato<strong> la rete è in pericolo</strong>: per mantenere vivo lo “spirito” del web, occorre intervenire per aumentare i diritti.</p>
<p>In primo luogo Berners Lee ha evidenziato che occorre<strong> allargare l&#8217;accesso alla rete</strong>. Solamente il 20% della popolazione mondiale ha infatti accesso al web, mentre la stragrande maggioranza (80%) ne è esclusa. Per chi ha già l&#8217;accesso, lo scienziato sostiene che è necessario<strong> garantire un banda minima</strong>, anche nelle zone rurali. Occorrerebbe inoltre abbassare i costi e aumentare le possibilità di accesso. La maggiore diffusione del web gioverebbe allo sviluppo economico e sociale.</p>
<p>Un accento è stato inoltre posto sulla questione della <strong>neutralità della rete.</strong> La <em>net neutrality</em> è il principio secondo il quale i gestori che forniscono la connettività agli utenti <strong>non devono imporre restrizioni</strong> sulla tipologia di dati trasmessi. Secondo Berners Lee occorre combattere affinché nessuna istituzione oscuri o impedisca l&#8217;accesso ai siti internet per motivi di <strong>censura</strong>.</p>
<p>Il padre del web ha ricordato anche l&#8217;importanza della <strong>“liberazione” dei dati</strong> da parte delle amministrazioni pubbliche. Gli Stati dovrebbero pubblicare le informazioni di cui sono in possesso. Berners Lee ha evidenziato come l&#8217;anima della rete siano proprio i “dati”, e gli Stati dovrebbero renderli <strong>disponibili</strong>, in quanto sono &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; pagati con le tasse dei cittadini.</p>
<p>Un altro punto toccato da Berners Lee è il <strong>diritto alla privacy</strong>. Nessuno deve essere spiato: in rete si comunica scambiando molte informazioni sensibili, riguardanti orientamento politico, sessuale e sullo stato di salute.</p>
<p>A 20 anni dalla nascita dell&#8217;invenzione che ha cambiato il mondo, il suo creatore ha ricordato che  è necessario lavorare costantemente sui diritti, per non perdere lo spirito originario del web.</p>
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		<title>Aumentano gli italiani connessi in mobilità.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 16:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sempre di più gli italiani che si connettono in mobilità: 9,3 milioni di persone utilizzano lo smartphone per accedere alla rete, con un aumento del 74% rispetto allo scorso anno. Il dato emerge dalla  ricerca Audiweb sulla diffusione dell&#8217;online in Italia, effettuata nel mese di settembre 2011.

Cresce anche il numero degli italiani che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre di più gli italiani che si connettono in mobilità:<strong> 9,3 milioni </strong>di persone utilizzano lo smartphone per accedere alla rete, con un<strong> aumento del 74% </strong><strong>rispetto allo scorso anno</strong><strong>.</strong> Il dato emerge dalla  ricerca <strong>Audiweb </strong>sulla diffusione dell&#8217;online in Italia, effettuata nel mese di settembre 2011.</p>
<p><a href="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/11/audiweb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-605" title="audiweb" src="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/11/audiweb.jpg" alt="" width="220" height="79" /></a></p>
<p>Cresce anche il numero degli italiani che si connettono alla rete attraverso il PC, che tocca i 27 milioni, registrando un +12% rispetto al 2010. Sommando coloro che accedono alla rete da PC con quelli che lo fanno in mobilità,<strong> gli italiani connessi sono 35,4 milioni</strong>, vale a dire il  74% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, con una crescita del 7% su base annua.</p>
<p>Tra coloro che si connettono dal cellulare, circa la metà utilizza lo smartphone per <strong>consultare pagine web</strong>, il 30% per leggere o inviare <strong>email</strong>, il 25% per accedere ai <strong>social network.</strong></p>
<p>I risultati della ricerca evidenziano che, nonostante la crisi, aumenta il numero di coloro che decidono di utilizzare uno smartphone per connettersi in mobilità. Ciò dimostra che gli italiani considerano sempre più l&#8217;accesso alla rete come un “bisogno” primario.</p>
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		<title>Tra smartphone e tablet: Samsung Galaxy Note</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 14:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[galaxy note]]></category>
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		<description><![CDATA[A metà strada tra uno smartphone e un tablet, dotato di un pennino che permette di scrivere direttamente sullo schermo: Samsung presenta Galaxy Note, un dispositivo dalle dimensioni insolite, con un display di 5,3 pollici. Si tratta di un prodotto basato su Android che combina le funzioni telefoniche,  le alte prestazioni di un tablet e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A metà strada tra uno smartphone e un tablet</strong>, dotato di un pennino che permette di scrivere direttamente sullo schermo: Samsung presenta <strong>Galaxy Note</strong>, un dispositivo dalle dimensioni insolite, con un display di<strong> 5,3 pollici</strong>. Si tratta di un prodotto basato su Android che combina le funzioni telefoniche,  le alte prestazioni di un tablet e la comodità di trasporto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="284" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/yRxjopfC1Gs?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="284" src="http://www.youtube.com/v/yRxjopfC1Gs?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Lo schermo</strong>, nonostante le dimensioni compatte, vanta una risoluzione “tablet” di <strong>1280&#215;800 pixel</strong>, con display super amoled. Il processore è un dual core con la frequenza di <strong>1,4 Ghz</strong>. Oltre alle dimensioni, anche il peso è contenuto: <strong>178 grammi</strong> rendono il Galaxy Note un dispositivo altamente trasportabile.</p>
<p>L&#8217;altra importante novità, oltre alle dimensioni “originali”, è la presenza di un <strong>pennino dalle funzionalità avanzate</strong>. Lo strumento è infatti sensibile sia alla pressione (120 livelli di sensibilità) che alla velocità del tratto. Ciò rende la scrittura sul display simile a quella su carta.</p>
<p>La presenza del pennino rende il Galaxy Note un dispositivo adatto all&#8217;uso professionale. Samsung ha infatti creato una serie di applicazioni ottimizzate per l&#8217;uso con questo strumento. Ad esempio è possibile <strong>prendere appunti</strong> con S Memo, <strong>condividerli </strong>con colleghi e amici attraverso Virtual Whiteboard,  consultare o inserire impegni sul <strong>calendario </strong>con S Planner.</p>
<p>Prossimamente saranno disponibili nuove applicazioni per il pennino. Samsung ha annunciato che entro dicembre rilascerà<strong> S Pen SDK</strong>, ovvero gli strumenti che permetteranno agli sviluppatori di produrre nuove applicazioni da utilizzare con la penna virtuale.</p>
<p>Il sistema operativo si basa su <strong>Android 2.3</strong>, ma a quanto pare nelle prossime settimane sarà disponibile l&#8217;aggiornamento alla versione <strong>4.0</strong>, denominata “Ice Cream Sandwich”.</p>
<p>Il Galaxy Note sarà disponibile in Italia a partire dal<strong> 10 novembre, al prezzo di 699 euro</strong>, nelle colorazioni bianco e nero.</p>
<p>Sarà interessante scoprire quale sarà la risposta degli utenti a questa nuova tipologia di dispositivi “ibridi”.</p>
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		<title>L&#8217;Italia verso l&#8217;Open Data</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 14:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia fai primi passi verso l&#8217;open data: il governo ha lanciato il portale dati.gov.it attraverso il quale cittadini, sviluppatori, imprese, e tutti gli altri soggetti interessati possono usufruire liberamente dei dati in possesso della pubblica amministrazione. Nel portale, realizzato dal Formez su indicazione del Ministero per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, confluiranno i dati rilasciati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia fai primi passi verso l&#8217;<strong>open data</strong>: il governo ha lanciato il portale <span style="text-decoration: underline;"><strong>dati.gov.it</strong></span> attraverso il quale cittadini, sviluppatori, imprese, e tutti gli altri soggetti interessati possono<strong> usufruire liberamente dei dati</strong> in possesso della pubblica amministrazione. Nel portale, realizzato dal Formez su indicazione del Ministero per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, confluiranno i dati rilasciati dalle amministrazioni locali e dagli enti centrali.</p>
<p><a href="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/10/datagovit.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-579" title="datagovit" src="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/10/datagovit.jpg" alt="" width="254" height="95" /></a></p>
<p><strong>OPEN DATA -</strong> L&#8217;open data è una pratica di trattamento dei dati che consiste nel renderli <strong>liberamente accessibili, </strong>senza restrizioni di copyright o brevetti. Alla base di tale “filosofia” c&#8217;è il presupposto che i dati, specie quelli raccolti dalle pubbliche amministrazioni, rappresentino un bene pubblico in grado di favorire lo sviluppo delle comunità. I dati, inoltre, devono essere rilasciati in<strong> formato aperto</strong> per essere fruibili tramite qualsiasi piattaforma software. Gli open data vengono rilasciati con <strong>licenze libere</strong> che permettono il loro riutilizzo e diffusione.</p>
<p><strong>CERCARE I DATI – </strong>Gli utenti del sito possono cercare i dati attraverso un<strong> motore di ricerca</strong> che permette di impostare vari parametri quali parole chiave, area tematica, tipologia di licenza, formato di file. Oltre alla ricerca, gli utenti possono<strong> segnalare dataset</strong> pubblicati da qualunque amministrazione italiana, che potrebbe essere integrata nell&#8217;archivio del sito.</p>
<p><strong>VADEMECUM PER LE PA –</strong> Nel portale è presente una<strong> guida per le pubbliche amministrazioni</strong> che intendono rendere pubblici i loro dati, nella quale vengono spiegati gli aspetti tecnici, organizzativi e giuridici da affrontare.  Ricordiamo che al momento<strong> non c&#8217;è un obbligo</strong> formale per le PA di rendere disponibili le informazioni: decidere se “aprirsi” o meno è una scelta autonoma degli enti. Al momento il sito contiene 156 dataset, provenienti da 31 amministrazioni.</p>
<p><strong>APPLICAZIONI MOBILI –</strong> Molto interessante la sezione dedicata alle applicazioni mobili sviluppate dalle PA per <strong>usufruire dei servizi in mobilità.</strong> L&#8217;archivio comprende app sviluppate dalle amministrazioni centrali (dall&#8217;INPS alla Polizia di Stato), fino agli enti periferici quali i comuni. E&#8217; inoltre indicata la <strong>compatibilità </strong>con le varie piattaforme (iPhone, iPad, Android, BlackBerry, etc.).</p>
<p>Si tratta di un passo importante, che esprime la volontà da parte della PA di diventare più <strong>trasparente e aperta</strong> nei confronti dei cittadini. Ovviamente <strong>ciò non basta:</strong> è di vitale importanza ai fini del successo dell&#8217;iniziativa che tutti gli enti pubblici raccolgano la sfida e decidano di rendere disponibili i dati, non solo quelli statistici, ma anche quelli relativi al governo. Solo così la PA, grazie anche alle nuove tecnologie, potrà diventare per i cittadini <strong>l&#8217;utopica “casa di cristallo”.</strong></p>
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		<title>Ushahidi, la piattaforma di mapping collaborativo</title>
		<link>http://blog.chl.it/tecnologia-notizia/ushahidi-la-piattaforma-di-mapping-collaborativo/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 13:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[mapping]]></category>
		<category><![CDATA[ushahidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni sta crescendo nel mondo l&#8217;utilizzo di piattaforme collaborative basate sul crowdsourcing per fini “sociali”: dalle grandi emergenze umanitarie come il terremoto di Haiti fino a quelle nostrane come l&#8217;emergenza rifiuti di Napoli. Una delle piattaforme più diffuse è Ushahidi,  nata in Kenya nel 2008 per monitorare i disordini accaduti dopo le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni sta crescendo nel mondo l&#8217;utilizzo di<strong> piattaforme collaborative</strong> basate sul <strong><em>crowdsourcing </em></strong>per fini “sociali”: dalle grandi emergenze umanitarie come il terremoto di Haiti fino a quelle nostrane come l&#8217;emergenza rifiuti di Napoli. Una delle piattaforme più diffuse è <strong>Ushahidi</strong>,  nata in Kenya nel 2008 per monitorare i disordini accaduti dopo le elezioni, e successivamente adottata in tutto il mondo in diversi contesti, grazie alla sua flessibilità e semplicità d&#8217;utilizzo.</p>
<p><a href="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/10/ushahidi.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-568" title="ushahidi" src="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/10/ushahidi.png" alt="" width="266" height="73" /></a></p>
<p><strong>IL CROWDSOURCING -</strong> E&#8217; un modello di sviluppo di progetti nel quale coloro che contribuiscono sono una moltitudine di persone sparse (<em>crowd </em>significa appunto massa, folla) e non organizzate tra di loro come accade nei progetti “tradizionali”. La rete è chiaramente lo strumento ideale per portare avanti progetti basati su questa dinamica, poiché permette a chiunque di partecipare, da qualsiasi luogo.</p>
<p><strong>USHAHIDI –</strong> La piattaforma è nata nel 2008 in <strong>Kenya </strong>per monitorare e testimoniare i disordini verificatisi nell&#8217;immediato post-elezioni. Il termine Ushahidi significa nella lingua Swahili appunto “<strong>testimone</strong>”. Il sistema è sviluppato da una comunità di programmatori volontari provenienti da ogni parte del mondo. La piattaforma, totalmente<strong> gratuita e <em>OpenSource</em></strong>, è tradotta in numerose lingue. Ne esiste una versione scaricabile e installabile sul proprio sito web, e un&#8217;altra online, ospitata sul sito Ushahidi.com.</p>
<p><strong>COME FUNZIONA – </strong>La prima versione dell&#8217;applicazione fu sviluppata in pochi giorni e il suo funzionamento era molto semplice: i cittadini potevano<strong> segnalare via web o sms </strong>un accadimento al quale avevano assistito, indicando il luogo in cui si era verificato. La piattaforma raccoglie le segnalazioni e le organizza in una <strong>mappa interattiva</strong>. Il modello di funzionamento è rimasto pressoché invariato dalla prima versione, ma sono state integrate diverse funzioni. Gli utenti possono<strong> commentare le segnalazioni e votarne l&#8217;attendibilità.</strong> Inoltre è possibile ricevere gli <strong>aggiornamenti </strong>delle segnalazioni da una certa località.</p>
<p>La possibilità di utilizzare anche gli sms come strumento collaborativo è stato un elemento che ha contribuito al successo dell&#8217;iniziativa anche nei paesi in via di sviluppo dove la penetrazione di internet è bassa.</p>
<p><strong>GLI ESEMPI –</strong> Come accennato, la piattaforma Ushahidi è molto flessibile, e permette di applicare il <em>mapping </em>collaborativo a diverse situazioni. Ad esempio in Italia il giornale Il Tirreno ha lanciato il sito <a href=" http://segnalalivorno.crowdmap.com/">SegnalaLivorno</a>, attraverso il quale i cittadini della città toscana possono segnalare i problemi relativi al decoro urbano, buche, e via dicendo. Altro esempio è stato il <a href="http://www.emergenzaspazzatura.it/main ">monitoraggio dell&#8217;emergenza rifiuti a Napoli</a>. Collaborazione significa anche solidarietà: in Russia è stato lanciato il sito <a href="http://rynda.org ">rynda.org</a> che permette di mappare i donatori di sangue. Si moltiplicano anche gli utilizzi nel monitoraggio delle elezioni.</p>
<p>Questo genere di esperienze collaborative dimostra come l&#8217;uso collettivo e partecipativo delle nuove tecnologie possa portare a risultati molto utili per la società.</p>
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		<title>La suite LibreOffice compie un anno</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 16:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[libreoffice]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[LibreOffice è una suite per la produttività di ufficio open source e gratuita, compatibile con Windows, Mac OS e Linux, tradotta in 30 lingue, compreso l&#8217;italiano. L&#8217;applicazione è stata creata dal gruppo The Documenti Foundation, nato da alcuni ex membri del progetto OpenOffice, che hanno deciso di dare vita ad un nuova linea di sviluppo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LibreOffice </strong>è una suite per la<strong> produttività di ufficio open source e gratuita</strong>, compatibile con Windows, Mac OS e Linux, tradotta in 30 lingue, compreso l&#8217;italiano. L&#8217;applicazione è stata creata dal gruppo The Documenti Foundation, nato da alcuni ex membri del progetto <strong>OpenOffice</strong>, che hanno deciso di dare vita ad un nuova linea di sviluppo. Ad un anno di distanza i risultati sono molto incoraggianti: LibreOffice conta – secondo la stima della fondazione TDF &#8211; circa<strong> 7,5 milioni di download.</strong></p>
<p><strong><a href="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/09/liber-office.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-557" title="libreoffice" src="http://blog.chl.it/wp-content/uploads/2011/09/liber-office.png" alt="" width="218" height="45" /></a></strong></p>
<p>Il pacchetto LibreOffice comprende una serie di applicazioni dall&#8217;interfaccia del tutto familiare a quella di Microsoft Office: <strong>Writer, Calc, Impress, Draw, Base, Math.</strong></p>
<p><strong>WRITER -</strong> E&#8217; un elaboratore di testi che possiede tutte le funzionalità per produrre documenti, dalla semplice lettera fino alla tesi di laurea. E&#8217; possibile infatti gestire<strong> sommari, illustrazioni, note, biografie </strong>e tutti gli altri elementi di formattazione della pagina. E&#8217; dotato di <strong>completamento automatico </strong>e<strong> controllo ortografico</strong> per facilitare la scrittura e il controllo dei testi. Interessante la funzione “commenti” che permette di inserire delle note a lato del documento, molto utile quando si edita un documento in più persone. Riguardo alla <strong>compatibilità dei formati</strong>, Writer è in grado di aprire numerosi formati di file, compresi i .docx creati con Office 2007 per Windows e Office 2008 per Mac OS X. Molto comoda la funzione che permette di esportare di documenti direttamente in <strong>PDF</strong>.</p>
<p><strong>CALC –</strong> Si tratta di un foglio di calcolo, del tutto simile ad Excel, che permette di gestire numeri, grafici, importare dati da database esterni come SQL o Oracle. Un comodo sistema di “aiuto” guida l&#8217;utente nella <strong>c</strong><strong>reazione di formule complesse</strong>. E&#8217; inoltre possibile accedere ad una <strong>repository </strong>on line all&#8217;interno della quale è si possono trovare usa serie di <strong>modelli </strong>già pronti, in grado di soddisfare le diverse esigenze. I dati possono essere visualizzati con<strong> grafici 2D e 3D</strong>, ed è possibile scegliere fra 13 tipologie di modelli. Calc è in grado di leggere e salvare i file <strong>.xls</strong> di Microsoft Excel, e di esportare nel formato PDF.</p>
<p><strong>IMPRESS – </strong>E&#8217; l&#8217;applicazione per creare le presentazioni, dotata di tutte le funzioni necessarie: <strong>transizioni tra le diapositive, sfondi, effetti grafici.</strong> Tutto il necessario per realizzare presentazioni professionali.</p>
<p><strong>DRAW –</strong> Permette di creare <strong>disegni e diagrammi</strong> grazie ad una serie di strumenti semplici da usare, ma allo stesso tempo efficaci. Si tratta di un&#8217;applicazione molto <strong>accessibile</strong>, che fornisce una cassetta degli attrezzi base per creare semplici illustrazioni.</p>
<p><strong>BASE –</strong> Applicativo per gli utenti “avanzati”, permette di<strong> creare database</strong> e per utilizzarli all&#8217;interno degli altri applicativi LibreOffice, oppure creando interfacce per gestirli. Si possono utilizzare tabelle <strong>MySQL, PostgreSQL o Microsoft Access</strong> e molte altre fonti di dati.</p>
<p><strong>MATH –</strong> E&#8217; un editor per <strong>creare e visualizzare equazioni, formule matematiche, chimiche, elettriche. </strong>Molto utile per coloro che hanno l&#8217;esigenza di inserire nei documenti formule scientifiche, anche complesse.</p>
<p>E&#8217; possibile <strong>scaricare gratuitamente</strong> l&#8217;ultima versione di LibreOffice dalla pagina <a href="http://it.libreoffice.org/download/">http://it.libreoffice.org/download/</a> .</p>
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		<title>Facebook: nuovo profilo, musica e social apps.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 13:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuova pagina del profilo, altri verbi oltre al “mi piace”, musica in streaming e altro ancora: sono molte le novità in arrivo sul social network blu. A presentarle è stato il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, che dal palco della conferenza F8 che si è tenuta a San Francisco ha parlato per due ore illustrando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova pagina del <strong>profilo</strong>, altri verbi<strong> oltre al “mi piace”</strong>, <strong>musica </strong>in streaming e altro ancora: sono molte le novità in arrivo sul social network blu. A presentarle è stato il fondatore di <strong>Facebook </strong>Mark Zuckerberg, che dal palco della conferenza F8 che si è tenuta a San Francisco ha parlato per due ore illustrando i cambiamenti che saranno introdotti nelle prossime settimane.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="284" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hzPEPfJHfKU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="284" src="http://www.youtube.com/v/hzPEPfJHfKU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;annuncio arriva proprio nei giorni in cui <strong>Google+</strong>, l&#8217;unico <strong>potenziale rivale di Facebook</strong>, debutta ufficialmente aprendo le iscrizioni a tutti gli utenti. Fino ad ora era possibile iscriversi solo tramite invito. L&#8217;intento di Facebook è quindi quello di <strong>arginare la concorrenza</strong>, migliorando ulteriormente l&#8217;esperienza d&#8217;uso degli utenti.</p>
<p>A dire il vero <strong>Facebook aveva già introdotto alcuni cambiamenti</strong> sulla scia delle caratteristiche di G+, ad esempio migliorando l&#8217;organizzazione degli amici (rendendola più simile alle “cerchie” di Google+) e introducendo la possibilità di seguire gli aggiornamenti di un utente senza doverlo necessariamente aggiungere agli amici.</p>
<p><strong>NUOVO PROFILO –</strong> La nuova pagina del profilo si baserà sulla <strong>timeline</strong>: sarà come <strong>scorrere il racconto della nostra vita</strong>, narrata attraverso ciò che si è condiviso sul social network. Sarà possibile visualizzare gli eventi importanti della nostra “storia” scorrendo le foto, video e altro materiale, che sarà organizzato in ordine cronologico. Si potranno impostare vari livelli di <strong>privacy</strong>, in modo tale da decidere a chi mostrare i diversi elementi che compongono la nostra “storia” personale.</p>
<p>La pagina del profilo avrà anche una <strong>copertina</strong>: si potrà scegliere un&#8217;immagine rappresentativa di noi stessi che sarà visualizzata in primo piano da coloro che visiteranno il profilo.</p>
<p><strong>OLTRE AL “MI PIACE” – </strong>Se fino a ora l&#8217;unico modo per definire un “collegamento” tra una persona e un elemento era il “mi piace”, Mark Zuckerberg ha annunciato che presto vedremo nuovi “verbi” che descriveranno ancora più approfonditamente le preferenze degli utenti, tutto questo grazie alle Social Apps.</p>
<p><strong>LE SOCIAL APPS – </strong>Saranno delle applicazioni sociali in grado di raccontare e descrivere <strong>ciò che stanno facendo i nostri amici.</strong> Ad esempio possono essere utilizzate per scoprire cosa stanno “ascoltando”, “vedendo” o “mangiando” i nostri amici.</p>
<p><strong>MUSICA IN STREAMING – </strong>Un esempio di social app è appunto Facebook Music, attraverso cui si può scoprire cosa stanno ascoltando i nostri collegamenti, ed è addirittura possibile <strong>unirsi all&#8217;ascolto di un brano</strong> che sta sentendo il nostro amico. Il servizio musica è realizzato con la collaborazione di importanti società come – per citarne alcune &#8211;  <strong>Spotify, SoundCloud, Rdio, Rhapsody, Deezer</strong>.</p>
<p><strong>Le novità sono davvero tante</strong>, e molto probabilmente daranno ancora maggiore <em>appeal </em>al social network più frequentato del mondo. Vedremo<strong> quali saranno le impressioni degli utenti </strong>al momento della “prova su strada”. Una cosa è certa: se Google+ vorrà competere con Facebook, dovrà tirare fuori dal cappello qualcosa di veramente strabiliante.</p>
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