Presentato Windows 8. Nuova interfaccia touch.

La più importante novità di Windows 8 è quella di essere un sistema operativo capace di funzionare su diversi supporti, dai pc desktop ai notebook, fino ai tablet. Il nuovo SO è stato presentato dal presidente di Windows Stephen Sinofsky, che ha aperto la Build Conference di Anaheim in California.

La nuova interfaccia grafica Metro, ispirata a quella di Windows Phone, è stata ottimizzata per funzionare sugli schermi touch. L’ambiente è organizzato a blocchi, offrendo una buona usabilità e semplicità di approccio anche per i meno esperti. Sarà possibile in ogni momento passare dall’ambiente visuale Metro a quello classico con desktop e finestre – del tutto simile alla versione 7 – con un semplice clic o tap.

Il nuovo sistema operativo di casa Redmond è compatibile con le CPU Intel, AMD e – questa la novità – anche con ARM, i processori utilizzati dalla maggior parte dei tablet e smartphone. Riguardo alla compatibilità delle applicazioni, tutto quello che girava su Windows 7 funzionerà anche su Windows 8.

Prossimamente anche Windows lancerà il proprio App Store, che – come ha dimostrato l’esperienza di Apple e Android – rappresenta un ottimo modello di distribuzione per le applicazioni. Gli sviluppatori potranno inserire le applicazioni sullo Store, previa approvazione dello staff di Microsoft.

Sul piano delle velocità, Windows 8 ha stupito piacevolmente per le sue performance: i primi test hanno mostrato che il sistema operativo su tablet si avvia in appena 8 secondi. Quasi istantanea la ripresa delle attività dalla modalità stand-by. Inoltre il SO supporta la nuova interfaccia USB 3.0 che velocizza i trasferimenti di 10 volte rispetto alla versione 2.0.

Una curiosità: Microsoft ha sostituito la temuta schermata blu del crash di sistema con un’altra più “rilassante”. Si tratta di una faccina triste su sfondo sfumato blu-azzurro che annuncerà la necessità di riavviare il sistema. Ovviamente l’auspicio di tutti gli utenti  Windows è quello di vedere la schermata il meno possibile.

In attesa della versione definitiva, in programma per il 2012, Microsoft ha rilasciato una versione “Developer Preview” di Windows 8, che è possibile scaricare gratuitamente dal sito della casa produttrice.

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La suite Google Docs funzionerà anche offline

Google ha annunciato che nelle prossime settimane introdurrà un’importante novità per migliorare la produttività e l’efficienza della suite di ufficio cloud Google Docs e Calendar: i programmi funzioneranno anche in modalità offline, quindi nessun problema se la connettività è temporaneamente assente. Anche il servizio di posta elettronica Gmail da qualche giorno è in grado di funzionare senza una connessione attiva.

Quando ci si collega in mobilità capita che in alcune situazioni la connessione diventi “ballerina”. L’esempio classico è il treno: quando si entra in galleria o si attraversa una zona poco coperta può capitare che la linea telefonica e – inevitabilmente – quella dati svaniscano. L’assenza di copertura di rete è il tallone di Achille della filosofia sulla quale si basano i notebook cloud, in quanto sia i documenti che le applicazioni risiedono in rete.

L’obbiettivo di Google è quello di rendere sempre più produttive le sue applicazioni “tra le nuvole”, che sono anche il cuore dei Chromebook, i notebook con filosofia cloud prodotti da Mountain View, basati sul sistema operativo Chrome OS.

Nello specifico, utilizzando Google Docs senza una connessione attiva, un’icona ci informerà che stiamo lavorando in modalità offline, e le modifiche apportate ai documenti attivi verranno salvate solo quando la connessione sarà nuovamente disponibile. Google ha dichiarato di stare lavorando per rendere possibile il salvataggio dei documenti anche senza connessione, funzionalità che sarà sicuramente molto apprezzata dagli utenti.

Con questi ultimi aggiornamenti Google ha migliorato ulteriormente l’usabilità della suite Docs, rendendola ancora più funzionale per l’utilizzo cloud.

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Internet: gli italiani sono sempre più connessi

Sono aumentati del 10% rispetto al 2010 gli italiani che almeno una volta hanno frequentato il web. Il dato emerge dalla ricerca realizzata da Audiweb che ha reso noti i risultati della rilevazione effettuata lo scorso luglio. In particolare, sono 26,2 milioni gli utenti che si sono connessi ad internet almeno una volta attraverso un computer.

In media ogni giorno sono online 12,2 milioni di utenti attivi, con un aumento del 12,8% rispetto alla rilevazione del 2010. Mediamente ogni utente trascorre sul web 1 ora e 13 minuti al giorno, visualizzando 128 pagine. Il momento della giornata preferito per frequentare il web è la fascia oraria che va dalle 15:00 alle 18:00, nella quale risultano online 6,2 milioni di utenti.

Rispetto al genere, gli uomini si connettono di più delle donne: mediamente sono online 6,8 milioni di uomini rispetto ai 5,2 milioni di donne. Gli uomini che frequentano il web sono il 24,8% degli intervistati, mentre la percentuale di donne è del 19,7%.

In base alle fasce d’età, i giovani tra i 25 e 34 anni risultano essere i più presenti online (32,4%), seguiti a breve distanza dagli utenti della fascia 35-54 anni (31,4%). Per quanto riguarda gli anziani (oltre i 74 anni), soltanto il 3,5% è attivo in rete.

Riguardo alla distribuzione geografica, lo studio di Audiweb rileva che il 31,5% della popolazione online nel giorno medio proviene dall’area Sud e Isole (pari a 3,8 milioni di utenti), il 30% dal Nord-Ovest (3,7 milioni), il 17,8% dal Centro (2,2 milioni) e il 15,7% dall’area Nord-Est (1,9 milioni). Se aggreghiamo i dati relativi a nord-Ovest e nord-Est, la percentuale più alta di utenti connessi (45,7% del campione) è situata nel settentrione d’Italia.

Lo studio fotografa uno scenario che conferma una sempre maggiore penetrazione del web nelle attività quotidiane degli italiani. Il dato potrebbe essere ancora più ottimistico: accanto ai risultati della ricerca Audiweb (che studia l’utilizzo della rete attraverso personal computer) va considerato anche  il sempre crescente numero di utenti che si collega attraverso dispositivi smartphone o tablet.

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Tablet Amazon: è in arrivo l’anti-iPad?

Il mercato dei tablet, nel quale iPad è leader, è in fermento per una notizia che sta prendendo sempre più piede: Amazon, il colosso degli acquisti online, starebbe per commercializzare un dispositivo tablet che potrebbe entrare in concorrenza con la “tavoletta” targata Apple.

La notizia – non ancora confermata ufficialmente – sta rimbalzando in rete da alcuni mesi. Secondo Sara Rotman Epps, analista di Forrester Research, il debutto del tablet di Amazon potrebbe avvenire addirittura prima di ottobre.

L’uscita della tavoletta elettronica di Amazon potrebbe rimescolare le carte del mercato dei tablet, e – secondo alcuni esperti – addirittura intaccare la posizione di iPad. Amazon, infatti, è un’azienda con un’enorme esperienza, che ha sviluppato numerosi servizi online che potrebbero rendere il nuovo prodotto particolarmente interessante. Amazon, oltre alla colossale piattaforma di e-commerce, può offrire agli utenti un valido servizio cloud, con musica e online storage.

Un altro punto forte del prodotto Amazon dovrebbe essere il prezzo: secondo le indiscrezioni il tablet potrebbe essere messo in commercio attorno ai 300$. Tim Bajarin di PC Magazine sostiene che potrebbe essere lanciato addirittura a 249$, cifra che piazzerebbe il tablet Amazon in una posizione altamente concorrenziale rispetto all’iPad.

Secondo Sarah Rotman Epps, Amazon può vendere il dispositivo sottocosto poiché il business è basato principalmente sui servizi. Sebbene anche Apple venda servizi e software, la maggior parte dei ricavi della società di Cupertino provengono dall’hardware. Proprio questo sarebbe il grande vantaggio competitivo del tablet di casa Amazon nei confronti di iPad.

Se il prezzo di lancio del dispositivo fosse confermato sui 300$, Amazon venderebbe – sempre secondo l’analista della Forrester Research – dai 3 ai 5 milioni di pezzi soltanto nell’ultimo trimestre del 2011.

Benché il prezzo, la piattaforma e i servizi collegati al tablet Amazon siano elementi di sicuro interesse, rimane da capire quali saranno le caratteristiche hardware del prodotto. Su questo aspetto non si sa ancora molto, ma – secondo quanto trapelato – la dimensione dello schermo del modello di lancio dovrebbe essere 7”, mentre nel 2012 sarà prodotta la versione 10”.

Le aspettative sono tante, vedremo quali saranno i prossimi sviluppi.

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Rapporto Censis: mezza Italia utilizza la rete

Un italiano su due utilizza internet, diminuiscono i lettori di giornali cartacei, mentre la TV resta il mezzo di informazione più utilizzato. E’ quanto emerge dal 9° rapporto annuale Censis-Ucsi sui media personali nell’era digitale. L’indagine ha esaminato anche l’utilizzo dei social media, e le applicazioni di messaggistica istantanea e videoconferenza.

L’ITALIA SUL WEB - Gli utenti internet in Italia sono il 53,1% della popolazione, con un incremento del 6,1% rispetto al 2009. La fascia d’età dei giovani, compresa tra i 14 e i 29 anni, fa registrare un dato dell’87,4%, mentre tra gli anziani (65-80 anni) i frequentatori del web sono il 15,1%.

PER COSA SI USA INTERNET? – Al primo posto nella classifica dei 10 principali utilizzi di internet c’è – un po’ a sorpresa – la ricerca di indicazioni stradali. Il 37% delle persone che frequenta quotidianamente il web lo utilizza per trovare una strada o informazioni su una località. Non a caso i colossi della rete (Google, Microsoft e Facebook) stanno puntando sempre più sulla geolocalizzazione.

Tra le altre attività c’è l’ascolto di musica (26,5%), lo svolgimento di operazioni bancarie (22,5%), acquisti (19,3%), prenotazione di viaggi (18%), guardare film (14,6%), cercare lavoro (12,3%), telefonare (10,1%). Chiudono la classifica il disbrigo di pratiche con gli uffici pubblici (9,7%) e la prenotazione di visite mediche (3,9%).

FACEBOOK E DINTORNI – Dallo studio emerge che circa un terzo degli italiani (32%) utilizza Facebook. Per quanto riguarda l’instant messaging, il 14,7% usa Messenger e il 12,1% Skype. Tra i siti più visitati ci sono quelli di d’informazione (36,6%) e la piattaforma di condivisione video YouTtube (28,9%).

LA TV NELLA RETE - Una considerevole percentuale di giovani tra 14-29 anni guarda  i programmi televisivi attraverso internet. Quasi la metà (47,6%) ha visualizzato programmi TV su YouTube e piattaforme simili, e il 24,7% dai siti web delle emittenti televisive. Nel primo caso la visione avviene in “differita”, mentre alcuni siti delle emittenti (come Rai e La7) offrono lo streaming della diretta TV.

LA REPUTAZIONE – Internet risulta il media più credibile. Su una scala di “credibilità” che va da 1 a 10, il valore della rete è di 6,55. Seguono radio (6,28), giornali (5,95), e all’ultimo posto si piazza la televisione con un punteggio di 5,74. Nonostante la televisione venga percepita come il media meno credibile, essa rappresenta la fonte di informazione più utilizzata degli italiani (80,9%). Nella fascia di età 14-29 anni la TV risulta avere meno appeal (69,2%), mentre aumentano coloro che si informano attraverso i motori di ricerca e Facebook, rispettivamente il 65,7% e 61,5%.

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Non solo Facebook: arriva Google+

Questa volta la grande G sembra fare sul serio e (ri)prova a lanciare un suo social network, denominato Google+. I precedenti tentativi con Buzz e Wave, infatti, sono stati ben poco esaltanti. Al momento è possibile accedere alla rete sociale di Google solamente su invito, ma – a quanto pare – sarà aperta a tutti a partire da agosto.

SOMIGLIANZE CON FB – Una delle prime cose che salta all’occhio osservando la grafica di Google+ è la notevole somiglianza con Facebook: è presente una “bacheca” con lo stream degli status degli amici, mentre nella parte superiore dello schermo c’è una casella attraverso la quale si possono postare aggiornamenti, allegare foto, link o video.

Come in Facebook si possono commentare gli status degli amici, condividerli e contrassegnarli con un “like”, che a casa Google è diventato un “+”. Insomma, l’intento è stato quello di costruire un ambiente familiare, in modo tale da incoraggiare gli utenti del social network di Zuckerberg a provare Google+.

LE CERCHIE - Una delle caratteristiche più interessanti di Google+ è l’organizzazione dei contatti in cerchie. Ad esempio si possono creare gruppi in base a criteri personalizzati: amici, colleghi, familiari e via dicendo. In questo modo è possibile scegliere con quali “Circles” condividere aggiornamenti di stato, foto o video.

Uno dei difetti di Facebook è quello di accorpare tutti i contatti in un unico calderone. In realtà esiste anche nel social network blu un sistema di raggruppamento in “liste”, ma risulta troppo macchinoso da utilizzare.

Le cerchie di Google+ sono utili per almeno due ragioni: evitare la condivisione di contenuti “sensibili” con alcune persone (si pensi a colleghi e datori di lavoro); creare ambienti di discussione coinvolgendo persone con interessi comuni.

VIDEOCONFERENZA – Si chiama Hangouts la videochat integrata in Google+ che permette conversazioni audio/video con più amici contemporaneamente. Nel frattempo il social network di Zukerberg sta stringendo accordi con Microsoft l’utilizzodi Skype per le comunicazioni tra gli utenti Facebook.

Anche se le potenzialità di Google+ sono alte, non è facile fare pronostici su feedback degli utenti. Per Google non sarà facile convincere i cittadini di Facebook (più di 500.000 persone) a cambiare “paese”, con un’intera rete di contatti da ricostruire da zero.

L’appeal di G+ potrebbe essere dato dalle funzionalità aggiuntive quali Circles e Hangouts, ma in molti scommettono che presto Facebook implementerà le funzioni più apprezzate di Google+.

Insomma, la partita è tutta da giocare: chissà se la piattaforma “+” di Google andrà a fare compagnia agli sfortunati Buzz e Wave, oppure sarà in grado di spodestare Facebook.

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iPhone: in arrivo la versione “low-cost”

Accanto all’attesissimo iPhone 5 in arrivo a settembre, Apple starebbe preparando l’uscita di una versione “low-cost” del melafonino, la cui sigla potrebbe essere 4S, ad un prezzo che si aggirerebbe attorno ai 350 dollari. Se le indiscrezioni verranno confermate sarà una vera svolta nella politica della casa di Cupertino, caratterizzata dai prezzi mediamente superiori rispetto agli altri smartphone.

Secondo Chris Whitmore, l’analista informatico di Deutsche Bank, la mossa di Apple di commercializzare una versione più “accessibile” dell’iPhone avrebbe lo scopo di conquistare il mercato degli smartphone di fascia media, in un periodo in cui Nokia e Rim (che produce BlackBerry) sembrano anch’esse subire la concorrenza dei telefonini Android.

E’ innegabile inoltre che in questi ultimi anni sempre più persone abbiano scelto gli smartphone targati Google attirati dalla convenienza economica.

Un’altra novità del melafonino low-cost, che interessa soprattutto il mercato USA, sarebbe la possibilità di utilizzarlo con qualsiasi gestore telefonico. In altre parole, si tratterebbe di un iPhone “sbloccato”, il cui acquisto non è legato ad un contratto voce/dati con un gestore specifico.

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Arriva il Voip di Google che sfida Skype

Google sta lavorando al voip integrato nel browser: sarà possibile telefonare e videochiamare senza installare programmi o plugin aggiuntivi. Il progetto della società di Mountain View di portare il voip direttamente nelle pagine web si pone di fatto in concorrenza con Microsoft, che ha recentemente acquistato per 8,5 mld di dollari Skype, la piattaforma leader delle comunicazioni audio/video in rete.

Il voip via browser di Google si basa sul nuovissimo standard WebRTC (Web Real Time Communication), che utilizza le tecnologie HTML5 e Javascript, e permette comunicazioni audio e video in tempo reale tra gli utenti della rete. Lo standard è compatibile con Mozilla Firefox, Chrome e Opera.

La tecnologia voip di Google si basa – al contrario di Skype – su un software open source di cui verranno rilasciate le API. Ciò significa, in pratica, che gli sviluppatori potranno liberamente integrare all’interno delle loro applicazioni e siti web il servizio voip di Google.

Le possibilità di impiego sono molteplici: ad esempio un sito di e-commerce potrebbe implementare il voip come modalità di comunicazione immediata e gratuita tra l’acquirente e il venditore. Oppure si pensi al mondo dei videogiochi on line, dove la tecnologia voip potrebbe essere impiegata su larga scala per fare dialogare i giocatori.

Come abbiamo visto, quello di Google è un approccio speculare alla “filosofia” di Skype. Da un lato un voip integrato nel browser basato su uno standard open source, dall’altro un servizio che si basa su un programma “stand alone” a codice chiuso.

Riguardo ai tempi di lancio, ancora non è stata indicata una data precisa. Molto probabilmente la nuova tecnologia WebRTC che permette di chiamare voip senza il bisogno di componenti aggiuntivi sarà integrata in Gmail: attualmente per avviare conversazioni vocali è necessario scaricare un plugin. Presto, invece, sarà possibile comunicare in maniera istantanea. Il primo browser ad essere supportato sarà Chrome.

La mossa di Google rappresenta un ulteriore passo verso la logica cloud, dove tutto “succede” e viene vissuto nel browser. E’ davvero arrivato l’anti-Skype? La partita non è affatto scontata.

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Google: 4 novità per migliorare le ricerche.

Google presenta una serie di novità per migliorare l’esperienza degli utenti nell’uso del motore di ricerca. Sono 4 le funzionalità presentate, e riguardano la ricerca vocale, quella attraverso le immagini, il caricamento istantaneo delle pagine, e l’introduzione delle icone di scelta rapida nella versione mobile.

VELOCITA’ - Instant Pages è la funzionalità che permette di ridurre drasticamente i tempi di attesa per il caricamento delle pagine elencate nei risultati di ricerca. Instant Pages, come mostrato nel video seguente, permette di aprire le home page dei siti in maniera quasi istantanea. Il segreto sta nel fatto che Google riesce a “prevedere” quali saranno le pagine cliccate in base ai termini di ricerca digitati, e le carica in memoria prima del click dell’utente. La funzionalità sarà introdotta a partire dalla settimana prossima nella versione Beta del browser Chrome, mentre è già disponibile per la versione Developer.

RICERCA DA UN’IMMAGINE - Fino ad ora con Google Images era possibile unicamente cercare delle immagini a partire da una stringa testuale. Adesso è possibile fare anche il contrario: a partire da un’immagine si possono trovare informazioni su ciò che in essa è rappresentato. Ad esempio, se durante un viaggio abbiamo scattato una foto ad un monumento di cui vogliamo sapere di più, basterà trascinare l’immagine nella pagina del motore di ricerca. Ovviamente si può anche effettuare una ricerca partendo da foto pubblicate sul web.

RICERCA VOCALE – Dopo il successo sui dispositivi mobili Android, la ricerca vocale sbarca anche sulla versione desktop del motore di ricerca. Accanto alla casella di ricerca apparirà l’icona di un microfono: basterà cliccare, parlare, e i risultati appariranno automaticamente. Google dichiara di essere in grado di riconoscere le frasi di uso comune con molta precisione. La funzionalità di riconoscimento vocale potrà essere utilizzata anche per il traduttore. La funzione Voice al momento è attiva solamente nella versione inglese del motore di ricerca, ma si prevede che presto verrà estesa alle altre lingue. Su Android è già da tempo attiva la versione italiana. Col tempo, inoltre, aumenterà la precisione del riconoscimento, in quanto il sistema si “addestra” costantemente a riconoscere nuovi termini e inflessioni locali.

LUOGHI DI INTERESSE - L’ultima novità riguarda la versione mobile dell’homepage di Google, che ha aggiunto una serie di icone che permettono con un tap di individuare i luoghi di interesse nelle vicinanze. Si tratta di un servizio che attraverso la geolocalizzazione è in grado di segnalare ristoranti, bar, negozi, negozi, bancomat, e altre tipologie di attrazioni di interesse turistico.

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Sicurezza smartphone: come viaggiare sicuri.

Se fino a poco tempo fa i malware rappresentavano una minaccia solo per i PC, oggi colpiscono anche gli smartphone. L’enorme diffusione dei dispositivi mobili ha spinto gli sviluppatori di applicazioni malevole a orientarsi verso questo nuovo “mercato”, divenuto sempre più appetibile. Secondo quanto emerge dallo studio “Malicious Mobile Threats Report 2010/2011″, realizzato da Juniper Networks Global Threat Center, le applicazioni malware per Android sono aumentate del 400% da giugno 2010 a gennaio di quest’anno.

photo by flickr.com/johnkarakatsanis - creative commons

I RISCHI - L’obiettivo delle applicazioni malevole nella maggior parte dei casi è quello di “rubare” le informazioni personali presenti nello smartphone, oppure inviare telefonate o sms a numeri a pagamento, all’insaputa del proprietario del telefonino.

Nel primo caso i malintenzionati entrano in possesso dei dati personali (numeri telefonici, email) per inviare pubblicità non richieste, venderli ad altri soggetti, oppure impiegarli per diffondere ulteriormente i malware. Nel secondo caso, i software malevoli si comportano come i “dialer” che un tempo affliggevano i PC di casa dotati di connessione dial-up. Il principio è identico: il malware invia telefonate o sms ad una numerazione a pagamento, in grado di prosciugare il credito dalla SIM.

COME DIFENDERSI – La regola principale per stare tranquilli è quella di scaricare applicazioni esclusivamente da fonti sicure: la maggior parte dei malware si annida nelle app scaricate da siti o market non autorizzati, o – peggio ancora – contenenti materiale pirata. Installare applicazioni pirata, oltre ad essere illegale, non è per niente conveniente: risparmiare qualche euro per mettere a rischio la propria sicurezza non è certo un buon affare.

Anche gli SMS possono contenere link pericolosi o riferimenti a numeri a pagamento, perciò è buona norma non aprire messaggi provenienti da mittenti sconosciuti o sospetti. Un altro consiglio da seguire è quello di installare sullo smartphone un antivirus: ce ne sono anche di gratuiti.

Per aumentare la sicurezza, un suggerimento valido ovunque è quello di utilizzare password “robuste” con numeri e lettere, cambiarle di frequente, e non usare la stessa per tutti i servizi.

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